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sito ufficiale del club, riconosciuto ENCI e FCI, interamente dedicato al bobtail,
troverete tante informazioni utili, le sue origini, lo standand e altro
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ATTENZIONE! ATTENZIONE! ATTENZIONE!
per chi cerca un cucciolo di bobtail
fate attenzione ad annunci ingannevoli che girano su internet, nessun allevatore serio italiano o estero cede i propri cuccioli ai negozianti. Alcuni negozianti o trafficanti di cuccioli si spacciano per allevatori e invece vi procurano cuccioli di bobtail provenienti dai canifici dei paesi dell'est
NON ALIMENTATE QUESTO TRAFFICO DI ANIMALI, rivolgetevi agli allevatori italiani
Nessun negoziante può essere paragonato ad un allevatore...
ATTENZIONE! ATTENZIONE! ATTENZIONE!
alcuni siti NON UFFICIALI forniscono indicazioni che possono creare dubbi. BOBTAIL ITALIA vuole tutelare il buon nome dell'allevamento italiano della razza e mettere in guardia dall'acquistare in negozi o finti-allevamenti.
Si ricorda inoltre che certi negozianti/allevatori distinguono il cane col pedigree da quello senza.. il pedigree non è un accessorio costoso che può essere acquistato a parte!! il pedigree ENCI accompagna sempre il cucciolo selezionato.. il pedigree aggiunge valore ad un cane ben selezionato.
E richiedete sempre l'esenzione ufficiale di displasia dell'anca dei genitori (esenzione riportata sui pedigree dei genitori dei cuccioli)
Come funziona il traffico dei cuccioli
Il traffico di cuccioli dai cosiddetti “canifici dell’est” è una prassi ormai datata, che prospera nelle pieghe di una normativa insufficiente e di sanzioni inadeguate. La facilità con cui è possibile falsificare documenti e autorizzazioni sanitarie, e la carenza di controlli del dopo-Schengen, fa sì che questo vergognoso mercato nero di piccole vite sia e rimanga ricco e fiorente. Ungheria, Romania e Polonia sono i “produttori” maggiori. (N.B. in queste nazioni operano allevatori riconosciuti FCI che allevano seguendo le regole e che nulla hanno a che fare con il commercio dei cani dall'est, questi allevatori non inviano i cani ai NEGOZIANTI italiani o europei e non alimentano questo mercato)
il meccanismo è agghiacciante nella sua efficienza. Cani più o meno di razza, selezionati approssimativamente, vengono utilizzati come stalloni e fattrici, trascorrendo l’intera esistenza in gabbie, malnutriti e isolati. Le cagne vengono fatte partorire a ogni calore, fino allo sfinimento, e i cuccioli vengono prelevati a circa trenta giorni di vita, ossia non appena necessitano di essere svezzati.
vengono inviati con sistemi di trasporto disumani, senza la minima cura igienico-sanitaria, ai centri di distribuzione italiani, che forniscono i negozi. Dove vengono somministrati farmaci “dopanti” che permettono un periodo di apparente vitalità, indispensabile per la vendita. La percentuale di cagnolini che muoiono durante i viaggi è di circa il 50%, secondo l’Ordine dei veterinari di Milano. Il numero degli animali importati così è spaventoso. Quelli che sopravvivono, sono nel migliore dei casi traumatizzati emotivamente, e tanto provati fisicamente, da avere la quasi certezza di crescere con problemi comportamentali e di salute di difficile gestione. Altre volte, invece, sviluppano in brevissimo tempo patologie virali di estrema gravità, come il cimurro e la gastroenterite da parvovirus, e sono destinati a morire dopo agonie atroci – a casa degli acquirenti.
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